Certificazione di Qualità Attività giovanile

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Marchio d’Argento Fipav per la Showy Boys, tra le sei di Puglia.  Con delibera del Consiglio Federale Fipav, .....

La nuova divisa Showy Boys, originale ed esclusiva

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Presentato il completo da gara che vestirà la squadra galatinese. Due colori, il bianco e il verde, per .....

Boom di adesioni ai corsi di pallavolo

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La Showy Boys si conferma eccellente scuola di volley per ragazzi e ragazze. E’ un boom bianco-verde. Avvio .....

Avviati i nuovi corsi della Scuola Volley

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Aperte le adesioni per ragazzi e ragazze al settore minivolley e pallavolo. E’ iniziata una nuova stagione sportiva. .....

Aperte le iscrizioni ai corsi di pallavolo per ragazzi e ragazze

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Da settembre si ritorna in campo per la nuova stagione sportiva. Nel corso dell’ultima riunione dell’area tecnica è .....

Showy Boys – Lube Volley: e sono 2!

Showy Boys – Lube Volley: e sono 2!

Il centrale Alessio Carcagnì alla corte del club di Civitanova Marche. Cresce l’interesse della Lube Volley nei confronti .....

La Lube Volley “pesca” nella Showy Boys Galatina

La Lube Volley “pesca” nella Showy Boys Galatina

L’allievo Francesco Carcagnì, classe 2004, approda nelle Marche. Gli sforzi profusi nel corso degli anni cominciano a dare .....

Gianluca Nuzzo guida del progetto “Scuola Volley”

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L’ex Nazionale a capo della prima squadra e del settore giovanile. Formalizzata l’iscrizione al campionato nazionale di I° .....

Acqua Maniva scende in campo con la Showy Boys Galatina

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Accordo di sponsorizzazione tra l’azienda bresciana e il club bianco-verde. Importante novità per la stagione sportiva 2017/2018. Acqua .....

Radio Orizzonti Activity media partner Showy Boys

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Si conferma la partnership tra la storica emittente e il club galatinese. Radio Orizzonti Activity è media partner .....

La Showy Boys Galatina è Scuola Regionale di Pallavolo

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La Showy Boys Galatina ha ottenuto dalla Fipav la qualifica di Scuola Regionale di Pallavolo per il biennio 2016/2018. .....

Idee, valori, passione. La Showy Boys e la sua storia

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Identità e tradizione … dal 1967. Passione, entusiasmo e determinazione nel raggiungere i propri obiettivi. La Showy Boys ha sempre .....

Il mezzo

volley pallavoloIl raggiungimento degli obiettivi previsti dal progetto “Scuola Volley” è possibile solo in presenza di un corretto metodo educativo prima che didattico. Specificato cosa si intende per metodo, occorre fare una premessa: un buon metodo educativo può sempre produrre buoni risultati, tuttavia si agevola l’ottenimento dei risultati sperati se il metodo viene a essere applicato in un contesto favorevole.

Il contesto in cui avviene l’incontro tra educatore e ragazzi è la società sportiva. Essa può collocare la propria attività in un qualunque punto tra due estremi: l’agonismo puro e il semplice avviamento sportivo. Comunemente l’attività con i più giovani dovrebbe essere focalizzata sugli aspetti educativi per aiutare i ragazzi a crescere non solo nello sport, ma anche nella vita, mentre l’attività con gli adulti può comprendere tra i propri obiettivi il conseguimento di risultati agonistici. Una società sportiva che si possa definire “completa”, e a cui noi tendiamo, deve riuscire a far convivere in maniera costruttiva entrambi gli aspetti, esaltandone la complementarità e riducendone le divergenze.

Guardiamo a un settore giovanile che abbia obiettivi, organizzazione e competenze con significati e valori educativi e di crescita personale e umana finalizzati all’età, affiancati alla pratica tecnica di educazione motoria. Ovviamente, nel settore agonistico, con i ragazzi più adulti, gli obiettivi di crescita tecnico-tattica e di risultato sono maggiormente evidenziati e la parte di crescita umana si delinea nell’educazione all’agonismo. La società va anche intesa come momento di organizzazione e coordinamento delle risorse e deve risultare una struttura funzionale, efficiente, attiva, che sappia porsi come obiettivo lo sviluppo dei seguenti punti:
– professionalità delle persone che collaborano;
– organizzazione interna;
– impegno, serietà e senso di appartenenza al gruppo;
– apertura al confronto con altre società e associazioni alla ricerca di un continuo miglioramento.

Per poter tendere alla realizzazione degli scopi sociali, è necessario che ci siano valide figure di tecnici e dirigenti. Il tecnico e il dirigente sono entrambi operatori sportivi, ma hanno figura e ruoli diversi e ben distinti: l’allenatore insegna la tecnica del gioco, cura la preparazione fisica degli atleti; il dirigente si occupa degli aspetti logistici e gestionali della squadra, svolge le pratiche burocratiche. Insieme cooperano e gestiscono il gruppo squadra, dividendosi alcuni compiti, confrontando le proprie opinioni e decidendo insieme le condotte da tenere. Quindi, l’operatore sportivo nella Showy Boys A.S.D., che sia allenatore o dirigente, in ogni caso deve saper interpretare due diversi ruoli:

– educativo, al fianco dei ragazzi come figura di riferimento;
– tecnico, per quelle che sono le sue specifiche competenze.

È necessario curare la formazione degli operatori sia quella personale che relativa al compito svolto: crediamo, infatti, che la formazione personale sia il motore che spinge a portare avanti un’attività con motivazione e serenità, in quanto gli operatori sportivi per primi devono seguire un proprio cammino di crescita, essere se stessi nel donare e nel ricevere all’interno delle diverse relazioni che avvengono in palestra.

L’allenatore e il dirigente devono porsi essenzialmente come persone disponibili al confronto, pronte a mettersi in gioco e capaci all’ascolto: in primo luogo per una crescita propria di uomo e poi per porsi come figura di riferimento umana per i ragazzi. Inoltre, devono possedere conoscenze e competenze sul proprio ruolo  e rappresentare la società di fronte alla squadra e al singolo con norme e valori basilari della società che hanno fatto propri.

Obiettivo principale, attraverso incontri individuali e di confronto di gruppo, è formare dirigenti:
– con senso di appartenenza e di identificazione ai valori della società;
– competenti e professionali con conoscenza dei compiti e del ruolo, chiarezza, affidabilità, costanza e capacità di mediazione;
– attivi e animati per garantire un’attività continuativa: prerogative essenziali sono il volersi impegnare (essere motivati); il potersi impegnare (avere tempo e mezzi per); il sapersi impegnare (avere predisposizione e competenze).

Come già detto, lo sport non rappresenta un solo aspetto della vita dei ragazzi, ma coinvolge totalmente la persona nei suoi diversi ambiti di vita (scuola, famiglia, amicizie, ecc.), diventando così terreno fertile per l’educazione. L’attività sportiva è educazione quando diventa oggetto di riflessione da parte di chi la fa e, nello stesso tempo, produce consapevolezza del senso e del valore per la vita. L’educazione è un processo graduale, fatto di un passo dopo l’altro, un cambiamento continuo e chi educa non sceglie in partenza le qualità, i valori o ciò che è buono in chi incontra, ma accoglie l’altro nella totalità della sua persona (pregi e difetti, limiti e doti); lo sport deve essere adeguato alle persone che lo praticano, alla portata di tutti a seconda delle caratteristiche tecnico-personali di ciascuno e non un modello rigido di applicazione passiva, sovrapposto o imposto sulla storia e sulle esperienze personali.

Educare significa incontrare l’altro senza pregiudizi e porsi come figura di riferimento che accompagni lungo il percorso sportivo senza forzare la naturale crescita personale. Ecco che l’attività sportiva diviene un osservatorio prezioso da dove leggere la situazione giovanile e i bisogni dell’atleta. Quindi, educare significa partire dalla realtà dell’atleta e del gruppo e seguire un progetto, che comprenda:
– attenzione all’età: è una prima forma per curare la crescita tecnico-umana del ragazzo. Perciò, la scansione del cammino sportivo si manifesta nella suddivisione dei gruppi per età e capacità motorie (minivolley, under 12, under 13, under 14, ecc.) e attenzioni specifiche sia dal punto di vista tecnico che educativo;
– attenzione alle diverse situazioni che i ragazzi si trovano a vivere nelle realtà esterne alla società sportiva (la famiglia, la scuola, l’oratorio, ecc.). E’ importante aiutare a comprendere il valore dello studio e valorizzare le competenze acquisite, così come accogliere ragazzi che si trovano in situazioni familiari difficili o precarie;
– attenzione al rapporto con i genitori: le figure genitoriali sono le prime e insostituibili figure educative e solo da un reale coinvolgimento può nascere un cammino educativamente significativo. Si ritiene opportuno, perciò, che s’instauri un buon legame di collaborazione e conoscenza al fine di intervenire con unità di intenti e in maniera trasparente nei confronti del ragazzo;
– attenzione a situazioni di marginalità. Particolare attenzione va posta a chi si presenta nello sport vivendo male i propri disagi della crescita. È necessario in questo campo ribadire la fiducia che poniamo in ogni persona e valorizzare le competenze che esprime nell’ottica educativa.

 

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