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Noi non ci lasceremo mai

Si intitola “Noi non ci lasceremo mai” è il titolo del libro autobiografico scritto da Federica Lisi, la vedova di Vigor Bovolenta, insieme con Anna Cherubini, per Mondadori. Federica Lisi, che è stata anche l’alzatrice della nazionale, sta ricevendo solidarietà, affetto e aiuto concreto da quella notte del marzo 2012 in cui è rimasta sola. Vigor Bovolenta, nato in provincia di Rovigo, cresciuto a Ravenna, è stato un grande campione della nazionale di Velasco, vestendo la maglia azzurra per 203 volte. 203 erano anche i centimetri di statura del ‘gigante del Polesine’.

“Questo libro è il mio secondo viaggio di nozze con Bovo”. Federica Lisi ha 37 anni, e il marito non ce l’ha più: si chiamava Vigor Bovolenta, Bovo per tutti, ed è morto il 24 marzo del 2012 durante una partita di pallavolo. Aveva 36 anni, era stato un campione della nazionale azzurra di Velasco. Il suo cuore ha ceduto in una notte maledetta a Macerata, lasciando Federica con quattro figli da crescere. Sarebbero diventati cinque qualche mese dopo, perché allora lei non lo sapeva, ma era incinta di Andrea, che in ottobre ha raggiunto Alessandro, Arianna, Aurora e Angelica.

In un anno e mezzo la vita di una famiglia felice è stata stravolta. Una storia che Federica ha deciso di raccontare, nel libro scritto con Anna Cherubini, sorella d’arte (suo fratello è Lorenzo ‘Jovanotti’).

Federica, perché un libro? “Perché ne avevo bisogno. Per me è stata una sofferenza attraversarne la stesura, ho voluto raccontare tutto e mi sono dovuta mettere a nudo, forzando i confini che il mio carattere mi imponeva. Ma mi ha fatto bene: scrivere per me è stata una lunga terapia, non so se mi ha aiutato ad ‘elaborare il lutto’, come si dice in questi casi, ma di sicuro sono più consapevole di quanto mio marito mi abbia dato, e di quanto sia ancora presente in ogni istante della nostra vita. Ma c’è un motivo ancora più importante”.

Quale? “Volevo che i miei figli sapessero chi era davvero il loro papà. Un libro è qualcosa che rimane. Non è stato facile, non lo è mai da quel giorno. Ma sono ripartita, e considero questa esperienza il nostro secondo viaggio di nozze, per me e per Bovo”.

Il libro racconta una serie incredibile di coincidenze. E ne fornisce un’altra: perché Anna Cherubini, la coautrice, ha attraversato esperienze simili alle sue. “E’ vero, a volte quasi non ci credevo. Il nostro primo contatto è stato un messaggio su facebook, quando la casa editrice le ha affidato il compito di seguire il libro. Io non avevo collegato il cognome a suo fratello, che ha scritto molte canzoni della colonna sonora della mia vita insieme a Bovo. A un certo punto lei mi fa sentire un testo di Lorenzo, ‘La terra degli uomini’. Sapevo che lui l’aveva scritto dopo aver perso un fratello, ma ascoltandolo meglio sono rimasta senza parole. La canzone dice ‘A volte i forzuti si accasciano’, e ancora ‘Son sempre i migliori che partono, ci lasciano senza istruzioni’. Sembrava scritta per Bovo”.

Lei le istruzioni se le è data da sola. Adesso è tornata a vivere a Ravenna, dopo un anno a Roma dove ha partorito Andrea. “Sì, dall’estate siamo tornati nella nostra casa. Era giusto farlo, la cosa bellissima è che anche qui a Ravenna c’è una rete di solidarietà di persone meravigliose che ci aiutano, come è fantastica la mia famiglia che mi ha aiutato a superare i momenti più difficili. Adesso abbiamo ripreso la routine normale, per quanto possa esserlo quella di una donna con cinque figli”.

E com’è la vita di tutti i giorni? “Ogni mattina un’amica accompagna a scuola Alessandro, che fa la quarta elementare, e Arianna che è all’ultimo anno delle materne, mentre io porto al nido le gemelle Aurora e Angelica, che hanno 3 anni, e Andrea che ne ha appena compiuto uno. Bovo è la luce che ci guida ogni giorno, scrivere un libro per ricordare come era è anche un modo per ringraziare tutte quelle persone che in questo anno e mezzo ci hanno fatto sentire che l’amore esiste e ti aiuta a superare tutto”. (Doriano Rabotti)

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